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Zelens'kyj scrive a Putin: “Incontriamoci”
Attualità05 giugno 2026

Zelens'kyj scrive a Putin: “Incontriamoci”

La lettera aperta del presidente ucraino unisce bilancio della guerra, rivendicazione della resistenza e proposta diplomatica: cessate il fuoco durante i negoziati, scambio “tutti per tutti” e ritorno dei civili e dei bambini deportati.

Città del Vaticano - Il 4 giugno 2026 il presidente dell'Ucraina ha diffuso una lettera aperta indirizzata al presidente della Federazione Russa, scegliendo la forma più antica e insieme più scoperta della politica: la parola pubblica, rivolta a chi governa Mosca da oltre ventisei anni. Non è un dispaccio diplomatico filtrato dalle cancellerie, ma un testo concepito perché lo leggano insieme i russi, gli ucraini e quanti, nel mondo, avevano scommesso sulla stanchezza di Kyiv.

L'impianto del documento tiene insieme tre movimenti. Il primo è un bilancio - ventisei anni di potere, quasi la metà spesi a fare la guerra all'Ucraina - offerto non come destino geopolitico ma come scelta personale di un uomo solo. Il secondo è la rivendicazione: i droni a lungo raggio giunti fino a San Pietroburgo, le perdite russe al fronte, la resistenza che ha smentito ogni previsione di crollo. Il terzo, e il più rilevante, è la proposta.Cessate il fuoco totale per l'intera durata dei negoziati, scambio di tutti i prigionieri secondo la formula "tutti per tutti", ritorno dei civili e dei bambini deportati, e un vertice diretto fra i due capi di Stato in un Paese terzo, dalla Svizzera alla Turchia fino alle capitali del mondo arabo.

Sotto la cortesia formale dell'apostrofe corre però l'avvertimento che chiude il testo e ne fissa il tono: l'Ucraina continuerà a combattere per la propria esistenza, ma sarà la Russia, e con essa chi la guida, a doversi misurare con la propria. Una lettera che è insieme offerta di pace e dichiarazione di resistenza.



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