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A Douala Leone XIV affida ai giovani dell’Africa il pane della condivisione e della responsabilità
Città Del Vaticano17 aprile 2026

A Douala Leone XIV affida ai giovani dell’Africa il pane della condivisione e della responsabilità

Nella Messa allo stadio Japoma il Papa lega il Vangelo della moltiplicazione dei pani alla fame, alla corruzione e al futuro del Camerun. Poi la visita privata all’ospedale Saint Paul e il rientro a Yaoundé per l’incontro con gli universitari.

Douala/Yaoundé - È una mattina carica di attesa quella che accoglie Leone XIV a Douala. Il Santo Padre lascia Yaoundé poco dopo le otto, a bordo dell'Airbus A330-900neo di ITA Airways, atterrando all'aeroporto internazionale della capitale economica del Camerun alle 9:24. L'accoglienza delle autorità locali è breve: il Papa ha un appuntamento con una folla enorme.

Il miracolo che accade nella condivisione

Allo stadio Japoma, decine di migliaia di fedeli attendono il Pontefice sotto il cielo africano. Dopo il tradizionale giro in papamobile tra la gente, alle undici Leone XIV presiede la Celebrazione Eucaristica nel venerdì della seconda settimana di Pasqua. Il Vangelo del giorno - la moltiplicazione dei pani e dei pesci di Giovanni 6 - offre al Papa il cuore teologico di un'omelia densa e diretta. «La moltiplicazione dei pani e dei pesci accade nella condivisione: ecco il miracolo!», afferma il Pontefice, smontando ogni lettura puramente prodigiosa del testo. «C'è pane per tutti se a tutti lo si dona. C'è pane per tutti se viene preso non con una mano che afferra, ma con una mano che dona». Il riferimento alla realtà sociale del continente africano è esplicito e senza sconti: la fame come indigenza materiale e spirituale, il potere che accumula invece di distribuire, la corruzione che «indurisce il cuore e lo rende insensibile». Leone XIV rivolge poi un appello diretto ai giovani camerunesi, chiamati per nome come «figli amati della terra d'Africa». Li invita a rifiutare la violenza e i facili guadagni illeciti, a riscoprire i valori fondanti del loro popolo - «la fede, la famiglia, l'ospitalità, il lavoro» - e a farsi «protagonisti del futuro». Un futuro che, nelle parole del Papa, ha il volto dei primi cristiani descritti negli Atti degli Apostoli: testimoni coraggiosi che «ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo». Il modello proposto ai giovani ha anche un nome concreto: il Beato Floribert Bwana Chui, martire congolese della giustizia e dell'integrità, indicato come esempio di profezia cristiana nella vita civile. Al termine della Santa Messa, l'Arcivescovo di Douala, monsignor Samuel Kleda, ringrazia il Santo Padre a nome dell'intera comunità ecclesiale del Paese.

© Vatican Media

Una visita silenziosa, un gesto che parla

Poco dopo le 13, lontano dai riflettori e dai microfoni, Leone XIV si reca all'Ospedale cattolico Saint Paul di Douala, accolto dalla direttrice della struttura. Una visita privata, discreta, che dice però molto della sensibilità pastorale di questo pontificato: la prossimità ai malati e agli operatori sanitari come prolungamento naturale del gesto eucaristico celebrato ore prima.

Ritorno a Yaoundé, sera con gli universitari

Alle 14 il Papa riparte alla volta di Yaoundé, dove atterra poco prima delle 15.30 e rientra in Nunziatura Apostolica per una breve pausa. La giornata non è però terminata: alle 17:30 è previsto l'incontro con gli studenti universitari dell'Università Cattolica dell'Africa Centrale, uno degli appuntamenti più attesi del viaggio da quanti sperano di ascoltare il Pontefice che parlerà loro di formazione, missione e responsabilità delle nuove generazioni africane.



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