Catania - Si è chiusa giovedì 27 agosto a Catania la 76ª Settimana Liturgica Nazionale, quattro giorni di lavori dedicati al tema «Una Chiesa che genera. Liturgia e Iniziazione cristiana». Nella relazione conclusiva l'arcivescovo di Catanzaro-Squillace, Claudio Maniago, presidente del Centro di Azione Liturgica e della Commissione Episcopale CEI per la Liturgia, ha constatato: «Ancora non sappiamo celebrare in modo da far emergere lo splendore della liturgia».
L'appuntamento, ospitato dall'arcidiocesi di Catania guidata da mons. Luigi Renna, si è svolto dal 24 al 27 agosto con base al Seminario Interdiocesano Regina Apostolorum. Ha aperto i lavori, lunedì pomeriggio, la preghiera d'inizio nella Cattedrale di Sant'Agata presieduta dallo stesso Maniago; martedì la celebrazione eucaristica è stata guidata dal segretario generale della CEI, mons. Giuseppe Baturi; la messa di chiusura, giovedì mattina, dal segretario del Dicastero per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, mons. Vittorio Francesco Viola. Il cardinale Pietro Parolin ha trasmesso ai partecipanti il saluto e la benedizione di Papa Leone XIV.
Nel suo intervento Maniago ha collegato la riflessione della Settimana alla categoria dello stupore, ripresa dalla Desiderio desideravi di papa Francesco: «è accorgersi e rendersi conto», ha detto, la condizione per essere davvero coinvolti nella celebrazione. Ha letto in questa chiave anche il messaggiodel Papa, segno, a suo dire, di incoraggiamento e di conferma per il cammino di formazione liturgica in corso.
Sulla crisi dell'iniziazione cristiana l'arcivescovo ha escluso soluzioni di facciata. Le difficoltà attuali, ha detto, chiedono un «ripensamento serio» del modo in cui le comunità generano alla fede, più che interventi di superficie - il «lifting per mettere a posto qualche ruga» che ha esplicitamente scartato. Da qui l'invito a portare le conclusioni della Settimana nel confronto sinodale delle Chiese in Italia e negli incontri della CEI, insieme al richiamo alle catechesi che Papa Leone XIV sta dedicando alla Sacrosanctum Concilium.
La relazione conclusiva, mercoledì, era stata affidata al teologo Giuliano Zanchi, dell'Università Cattolica di Milano, secondo cui la Chiesa deve congedarsi dal modello dell'iniziazione legato all'infanzia e alla scuola, per diventare essa stessa comunità capace di accompagnare chiunque, a qualunque età, incontri la fede: «è tutta la comunità che è iniziatica», ha detto. Don Mauro Dibenedetto, segretario del Centro di Azione Liturgica, ha parlato di riflessioni «intense e provocatorie» destinate a proseguire nelle diocesi.
Prima di sciogliere l'assemblea, Maniago ha chiesto ai partecipanti di mettere per iscritto le intuizioni raccolte nei quattro giorni: «Non disperdete il tanto di bene che insieme abbiamo costruito in questa settimana». La 77ª edizione si terrà dal 23 al 26 agosto 2027 nella diocesi di Albano, al Centro Mariapoli di Castel Gandolfo, costruito per volontà di Paolo VI e oggi gestito dal Movimento dei Focolari. Ad accoglierla sarà il vescovo Vincenzo Vita, che ha già parlato di raccogliere «il testimone» dalla Sicilia.



