L'Ufficio Comunicazioni Sociali della Diocesi di Roma in queste ore è sotto pressione. Renato Tarantelli e Daniele Libanori stanno chiedendo comunicati di smentita continui ma nessuno di questi ha presentato alcun documento volto a smentire le parole di un sito web.
"Appare di una superficialità sconcertante l’utilizzo capzioso, da parte del sito web, di una “visura” che come si evince dal documento stesso nulla ha a che vedere con un cambio di destinazione d’uso; oltretutto tale visura riguarda un immobile di proprietà di un altro soggetto a noi estraneo ed è totalmente inconferente con l’oggetto del contratto" afferma il missionario don Giulio Albanese.
Tale visura - al contrario di quanto afferma il Vicariato di Roma - riguarda proprio Wellington Polo Fashion e in particolare l'immobile di cui si parla nel contratto. Tali perplessità erano state espresse proprio da Mons. Benoni Ambarus e confermate da WPF che - come afferma Tarantelli nella nota riservata inviata al Vicegerente Baldo Reina - hanno fatto si che le trattative si arenassero.
Silere non possum tiene a precisare che non ha mai sposato o avvallato fazioni di sorta ma ha come unico fine e preoccupazione il buon funzionamento del Vicariato di Roma, il quale deve essere una realtà a servizio della Chiesa di Dio e dei suoi sacerdoti e fedeli. Per questo motivo - per rispondere alle tante richieste ricevute in queste ore - informiamo i presbiteri che il Vicariato di Roma non ha mai cercato alcun confronto con questa redazione, non è mai stata avanzata alcuna richiesta di intervista o di rettifica. Qualora qualcuno volesse dimostrare - con documentazione alla mano - che la realtà è differente da quanto abbiamo raccontato può prendere contatti con questa redazione e saremo felici di dare tutto lo spazio necessario.


