Ci vediamo a un convegno, ci salutiamo, ci conosciamo. Ci scriviamo un messaggio sui social, che oggi sono diventati luoghi di incontro, di scambio, di connessioni. Non vanno demonizzati: grazie ai social possiamo conoscere persone che non avremmo mai incontrato, seguire chi offre spunti preziosi per la nostra vita quotidiana. Ma, come tutti i mezzi, il loro valore dipende da come li usiamo. Se li trattiamo come strumenti “usa e getta”, non ci porteranno nulla di buono.

L’illusione della comunione
Tra social, diffidenze e fughe spirituali, la comunità cristiana rivela una fragilità affettiva profonda: parla di comunione ma teme il legame. Ritrovare la maturità relazionale è l’unica vera riforma
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