Città del Vaticano - In occasione della Pasqua, Papa Leone XIV ha fatto pervenire una lettera a tutti i membri del Collegio Cardinalizio. Il testo, firmato dal Pontefice prima della sua partenza per l'Algeria, giunge dopo che Leone XIV ha già incontrato i porporati in più occasioni, tanto singolarmente quanto collegialmente. Un gesto che conferma uno stile di governo fondato sul dialogo diretto, sulla fiducia reciproca e su una corresponsabilità autenticamente vissuta.

Gli auguri pasquali e il ringraziamento per il Concistoro

La lettera si apre con un saluto fraterno e con gli auguri per la Pasqua, invocando «la pace del Signore risorto» su un mondo che il Papa definisce «sofferente». Leone XIV coglie poi l'occasione per ringraziare i porporati per la loro partecipazione al Concistoro dello scorso gennaio, di cui apprezza in particolare la qualità del lavoro svolto nei gruppi e la libertà degli interventi in assemblea. I contributi raccolti in quell'occasione vengono definiti «un patrimonio prezioso», che il Papa intende continuare a custodire e far maturare nel discernimento ecclesiale.

Evangelii gaudium come bussola del pontificato

Il cuore della lettera è un'ampia riflessione su quanto emerso nei gruppi di lavoro del Concistoro riguardo all'esortazione apostolica Evangelii gaudium di Papa Francesco, con specifico riferimento alla missione e alla trasmissione della fede. Leone XIV ne ribadisce la centralità, descrivendola come un documento che non si limita ad introdurre nuovi contenuti, ma «ricentra tutto sul kerigma come cuore dell'identità cristiana ed ecclesiale». Il Papa la definisce un vero «soffio nuovo», capace di avviare processi di conversione pastorale e missionaria più che di produrre riforme strutturali immediate.

Una missione a tre livelli

Riprendendo le riflessioni del Concistoro, Leone XIV articola la sfida missionaria su tre livelli distinti.

A livello personale, ogni battezzato è chiamato a rinnovare l'incontro con Cristo, passando da una fede semplicemente ricevuta a una fede «realmente vissuta ed esperita», con una particolare attenzione alla qualità della vita spirituale, alla preghiera e alla coerenza tra fede e vita.

A livello comunitario, il Papa auspica il passaggio da una pastorale di conservazione a una pastorale missionaria, in cui le comunità siano «soggetti vivi dell'annuncio»: ospitali, capaci di linguaggi comprensibili, attente alla qualità delle relazioni e in grado di offrire spazi di ascolto, accompagnamento e guarigione.

A livello diocesano, il Pontefice richiama la responsabilità dei Pastori di sostenere con decisione l'audacia missionaria, vigilando perché non venga «appesantita o soffocata da eccessi organizzativi».

Una missione che si diffonde per attrazione, non per conquista

Leone XIV delinea una visione della missione che definisce «profondamente unitaria»: cristocentrica e kerigmatica, che nasce da un incontro trasformante con Cristo e «si diffonde per attrazione più che per conquista». Una missione integrale, che tiene insieme annuncio esplicito, testimonianza, impegno e dialogo, senza cedere né alla tentazione del proselitismo né a una logica di mera conservazione istituzionale. Anche nella consapevolezza di essere una realtà minoritaria, la Chiesa - scrive il Papa - è chiamata a vivere «senza complessi, come piccolo gregge portatore di speranza per tutti», ricordando che il fine della missione non è la propria sopravvivenza, ma «la comunicazione dell'amore con cui Dio ama il mondo».

Le indicazioni operative

La lettera si chiude con alcune indicazioni concrete. Leone XIV chiede innanzitutto di rilanciare Evangelii gaudium verificando con onestà «che cosa, a distanza di anni, sia stato realmente recepito e che cosa invece resti ancora sconosciuto e inattuato». Tra le priorità segnalate figurano la riforma dei percorsi di iniziazione cristiana, la valorizzazione delle visite apostoliche e pastorali come occasioni kerigmatiche e una riconsiderazione dell'efficacia della comunicazione ecclesiale - anche a livello della Santa Sede - in chiave più chiaramente missionaria.

In chiusura, il Papa annuncia che una comunicazione più dettagliata seguirà in vista del prossimo Concistoro, in programma per il 26 e 27 giugno. Ieri Silere non possum ha reso nota, in esclusiva, la lettera del cardinale Decano indirizzata ai porporati proprio sul programma del Concistoro straordinario. 

d.G.B.
Silere non possum




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