Stoccolma - A cinque mesi dalle elezioni politiche svedesi, la commissione per la giustizia e la pace della diocesi cattolica di Stoccolma ha pubblicato un documento rivolto ai fedeli e a tutte le "persone di buona volontà", offrendo una bussola per orientarsi nella scelta del voto alla luce della dottrina sociale della Chiesa.
Il testo, firmato il 15 aprile 2026 dal presidente padre Thomas Idergard SJ e dal segretario generale Ludwig Gelot, non indica alcun partito da votare, ma stabilisce con chiarezza una gerarchia di priorità che i cattolici sono chiamati a rispettare nella formazione della propria coscienza.
Due livelli di discernimento
Il cuore del documento è la distinzione tra valori assoluti e questioni della saggezza pratica. Per la maggior parte dei temi politici - economia, sicurezza, clima, immigrazione, welfare - la commissione riconosce che cattolici ugualmente impegnati nella fede possono legittimamente giungere a conclusioni politiche diverse, guidati dai principi della dottrina sociale: solidarietà, sussidiarietà e ricerca del bene comune. Ben diverso è il discorso quando si tratta di valori che il documento definisce assoluti, ovvero quei fondamenti senza i quali nessuna convivenza civile è possibile. Qui la coscienza cattolica non gode della stessa libertà: il fedele è tenuto a fare tutto quanto è in suo potere per difenderli attraverso il proprio voto.
L'aborto: una riforma costituzionale che preoccupa la Chiesa
La questione più urgente segnalata nel testo riguarda una proposta di riforma costituzionale attualmente in attesa della seconda e definitiva lettura da parte del parlamento che sarà eletto in autunno. La proposta mira a inserire il cosiddetto "diritto" all'aborto nella Costituzione svedese. A sostenerla sono tutti i partiti attualmente rappresentati in parlamento. Il documento non nasconde la propria posizione: si tratta di costituzionalizzare un sistema in cui oltre trentamila bambini non nati perdono la vita ogni anno. La commissione esprime un profondo rammarico per il fatto che l'aborto sia diventato un dato politico scontato nel dibattito svedese, e auspica che lo stesso sentimento sia condiviso da tutte le persone di autentica buona volontà.
Di fronte a una convergenza così ampia tra i partiti, il documento ammette con realismo che su questo punto il singolo voto difficilmente potrà cambiare le sorti della legislazione. Tuttavia invita i fedeli a tenerne conto come segnale di una cultura politica che si è allontanata dal rispetto della vita.
Eutanasia: il fronte ancora aperto
Diversa la situazione riguardo all'eutanasia, dove il documento individua differenze significative tra i partiti. Alcuni si sono pronunciati a favore di un'indagine statale sulla possibile legalizzazione, un passaggio che nei Paesi che hanno già introdotto l'eutanasia ha storicamente rappresentato il primo passo verso la sua approvazione. Altri partiti invece si oppongono sia all'indagine che all'eutanasia in quanto tale. Su questo fronte il voto può ancora fare la differenza, e la commissione lo indica come uno degli elementi decisivi da considerare nella scelta.
Le scuole confessionali e la libertà religiosa
Il documento dedica uno spazio specifico al tema dell'istruzione, che si preannuncia come tema elettorale anche nel 2026. La commissione ribadisce che il diritto dei genitori a scegliere una scuola confessionale per i propri figli è sancito da convenzioni internazionali e non è negoziabile. Lo Stato può e deve garantire un curriculum comune e verificarne l'attuazione, ma non può imporre che l'intera vita scolastica - comprese le attività extracurricolari - sia priva di qualsiasi elemento religioso. Il testo non risparmia una critica puntuale alle autorità svedesi, che a giudizio della commissione mostrano criteri di valutazione sorprendentemente diseguali: sanzionano la preghiera prima del pranzo in mensa o la benedizione alla fine dell'anno scolastico, mentre lasciano che contenuti legati all'ideologia gender vengano introdotti come materia obbligatoria nelle lezioni ordinarie.
Un appello alla coesione, non alla polarizzazione
Il documento si chiude con un invito alla maturità civile. Citando il Concilio Vaticano II e san Paolo VI, la commissione mette in guardia dal confondere le proprie preferenze politiche con la fede cattolica. Due cattolici ugualmente seri e ugualmente formati possono votare partiti diversi, e questo non intacca né la loro fede né il reciproco rispetto. L'amore per il prossimo, ricorda il testo, non si misura nella condivisione delle stesse opinioni politiche, ma nel riconoscimento della buona volontà e della capacità di giudizio dell'altro. Un messaggio che suona come un antidoto alla polarizzazione crescente, nella convinzione che la politica, pur essendo un'arena importante per costruire il bene comune, non esaurisca l'orizzonte della fede.
p.C.V.
Silere non possum